Da molti anni Cina e digital vanno nella stessa direzione e l’e-commerce ne è una conferma. Con un giro d’affari di 1000 miliardi di euro nel 2018, la Cina si posiziona infatti al primo posto per il commercio online al mondo. 

Ma per un’azienda straniera che decida di vendere i propri prodotti sui marketplace cinesi scegliere quale utilizzare non è affatto semplice. Sono infatti decine le piattaforme e le App utilizzate ogni giorno dai consumatori per finalizzare acquisti online. Riuscire a cogliere quali tra queste fanno al caso dell’azienda e sfruttarle in ottica strategica può essere complicato. Soprattutto se non si conosce in modo adeguato il contesto locale e le abitudini di acquisto del consumatore cinese.

I PRINCIPALI PLAYER LOCALI

Le principali piattaforme e-commerce B2C in Cina sono Tmall e JD.com, che detengono rispettivamente il 62% e 24% delle quote di mercato. Sono entrambe marketplace generalisti, che vendono prodotti di ogni settore e fascia di prezzo, collezionando brand sia di lusso che mass market. Accanto ad essi, esistono una serie di piattaforme minoritarie verticali, specializzate in determinate categorie di prodotto. Alcuni esempi sono Secoo e Vip Lux per i brand di lusso, Suning per l’elettronica e Jumei per la cosmetica. Questi canali, seppur meno affermati, permettono di raggiungere il target in modo diretto e di ottenere tassi di conversione notevolmente superiori. 

Fondamentale è non commettere l’errore di posizionarsi soltanto su una di queste piattaforme. Per attuare una strategia adatta al proprio business occorre pensare ad un piano personalizzato, che includa lo sfruttamento di diversi negozi online in modo integrato.

 

PIATTAFORME E-COMMERCE CROSS-BORDER

Ma vendere in Cina attraverso il commercio online non implica necessariamente appoggiarsi a marketplace locali. Un’altra opzione da considerare è l’e-commerce cross-border, che prevede la vendita di prodotti stranieri sul mercato cinese direttamente dall’estero. Questa modalità implica diverse agevolazioni per le aziende, come tempistiche burocratiche e costi operativi notevolmente ridotti. Ma al contempo prevede anche alcuni svantaggi: i tempi di consegna delle merci provenienti dall’estero sono nettamente superiori rispetto a quando non sia abituato il compratore cinese. In Cina, infatti, le consegne vengono effettuate in media entro un giorno, nelle maggiori città nel giro di qualche ora. I consumatori cinesi considerano queste condizioni prima di acquistare su marketplace cross-border, a volte anche a rischio di indurli ad acquistare un altro prodotto o brand direttamente disponibile in loco.
In Cina la piattaforma cross-border più utilizzata è Koala (26%), seguita da Tmall Global (22%) e JD Worldwide (13%), i corrispettivi transfrontalieri dei colossi dell’e-commerce locali. 

Che si decida di investire su piattaforme locali o cross-border, ciò che conta è dare la possibilità ai consumatori di ricevere i prodotti comodamente a casa. Nelle grandi città comprare online permette di ottimizzare i tempi. In quelle dell’entroterra, invece, consente di acquistare beni non reperibili nei negozi fisici. Per non parlare della competitività dei prezzi, che invoglia i consumatori ad acquistare anche su brand stranieri e poco affermati. In Cina le vendite online sono una realtà consolidata, nonché una vera e propria necessità per i consumatori. Uno strumento che permette loro di avere tutto ciò che desiderano a portata di click.