‘Green development’. Si tratta di uno dei concetti fondamentali su cui si basa la strategia cinese di sviluppo dettata dal tredicesimo piano quinquennale. Quest’ultimo definisce come la Cina dal 2016 al 2020 voglia svilupparsi in modo innovativo, coordinato, aperto, inclusivo e, appunto, green.

Secondo il Vice Presidente Esecutivo della China Energy Research Society, Dadi Zhou, la questione energia è di fondamentale importanza quando si tratta di sviluppo sociale ed economico. Quest’ultimo non si dovrebbe tradurre solamente in un aumento del PIL, ma soprattutto in un miglioramento degli standard di vita. Ma, per l’appunto, una delle problematiche più serie che impattano negativamente sullo stile di vita dei cinesi è l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e il riscaldamento globale, causati per il 70-80% da inefficienze energetiche.

Sul tema, il Governo centrale cinese ha elaborato un piano formato da quattro elementi che possono aiutare a mettere in salute e migliorare la situazione ambientale in Cina:

  • Rivoluzione dei consumi di energia: consumare meno e conservare di più;
  • Diversificazione dell’offerta energetica (nel 2016 due terzi dell’energia derivava da fonti altamente inquinanti e non rinnovabili);
  • Innovazione delle tecnologie del settore energetico;
  • Riforma del sistema energetico.

In particolare, per quanto riguarda la struttura dell’offerta, i numeri parlano chiaro. La Cina è sulla buona strada. Nel 2018 gli investimenti cinesi in energie rinnovabili sono stati pari a  82 miliardi di Euro (14 volte gli investimenti in risorse non-renewable).

Inoltre, secondo lo studio pubblicato sulla rivista “Nature”, entro il 2020 la Cina ha le potenzialità di ridurre del 60 per cento le emissioni inquinanti generate dalle centrali elettriche. Già nel triennio 2014-2017 la Cina ha più che dimezzato i livelli di emissioni di anidride solforosa – da 2,21 milioni di tonnellate a 0,77 milioni – di ossido di azoto e di particolato, i tre inquinanti che finora hanno contribuito a rendere il cielo cinese, se vogliamo, meno blu.