Dal 2005 ad oggi il settore automobilistico in Cina ha registrato tassi di sviluppo da record e nonostante l’attuale periodo di recesso porta con sé ancora grandi margini di crescita. 

Negli ultimi due anni la vendita di automobili in Cina ha subito le prime battute d’arresto, chiudendo il 2018 con il -3,11%. I motivi di tale contrazione sono molteplici. In primis, il rallentamento economico cinese sta avendo ripercussioni in ogni settore dell’economia, compreso quello dei veicoli. Inoltre, la guerra commerciale con gli Stati Uniti sta mettendo a dura prova la stabilità economica cinese: da una parte i consumatori stanno iniziando a sentirsi insicuri e pessimisti rispetto alle condizioni di acquisto, dall’altra l’inevitabile aumento dei costi dovuto all’inasprimento dei dazi incide sulle decisioni di acquisto. Infine, la possibilità che il Governo implementi nuove norme ambientali che limitino ulteriormente l’acquisto e l’utilizzo di automobili sta condizionando notevolmente le performance di settore.
Ma nonostante il rallentamento in atto, il settore delle autovetture in Cina presenta ancora ampi margini di crescita e si pensa che nei prossimi anni ci sarà un’inversione di tendenza in positivo. Già durante l’Auto Shanghai 2019, il principale evento automobilistico in Cina, si è percepito un forte ottimismo nei confronti della ripresa di settore, dovuto a diversi fattori. Innanzitutto il governo cinese ha introdotto una serie di misure, come sussidi e incentivi, volti ad aumentare la redditività. Inoltre, sono in previsioni ulteriori politiche fiscali ed economiche che andranno a giovare al consumatore, così come un aumento delle licenze cedibili per l’utilizzo di auto elettriche.
Nel caso contrario in cui il governo decidesse in modo definitivo di non implementare ulteriori riduzioni fiscali sull’acquisto di automobili, si registrerebbe ugualmente un aumento delle vendite. Infatti, coloro che hanno necessità di acquistare un mezzo ma che stanno procrastinando da tempo nella speranza di ottenere condizioni più favorevoli non avranno più motivo di aspettare e procederanno all’acquisto. In ambedue i casi, quindi, è prevista un’accelerazione del settore.
E’ importante sottolineare che oggi in Cina la quantità di auto in circolazione è nettamente inferiore al numero di famiglie e lo scarto con gli altri paesi industrializzati è notevole. Già negli ultimi tre anni questo valore è triplicato e si pensa che entro il 2020 arriverà persino a quadruplicare. Inoltre, il commercio internazionale di automobili in Cina è ancora particolarmente contenuto rispetto alla produzione nazionale, per cui le opportunità di business sono concrete. Per finire, anche per il settore delle auto ecologiche le previsioni sono positive. La sostenibilità, infatti, è un tema fortemente incoraggiato dal “New Normal”, l’attuale linea di governo che incentiva una crescita economica più sostenibile e attenta all’ambiente. Lo confermano anche i dati: negli ultimi anni la produzione di auto elettriche e ibride è aumentata del +59,7% e +71,78% rispettivamente, così come le vendite, che sono incrementate del +50,8% e +26,6%

Il settore automotive in Cina apre interessanti prospettive per tutto l’indotto italiano del mondo auto. Ricordiamo che secondo il piano “Made in China 2025” varato dal Governo, la produzione cinese passera da quella di massa a una ad alto valore aggiunto, con conseguente valorizzazione di alcuni Brand locali anche nel settore automotive. Proprio come avvenuto nel settore high-tech per Huawei. 

La Cina rappresenta un mercato con un grande potenziale di crescita e che lascia ancora spazio a ulteriori opportunità di sviluppo dell’automotive, soprattutto per le case automobilistiche europee e italiane, sinonimo di innovazione, design e qualità.